Ho sempre avuto la sensazione che i giardini si ispirassero all’idea di paradiso.
Poi ho scoperto che, storicamente, è successo il contrario: è stato il Paradiso a discendere dal giardino.

Il Giardino prima dell'Eden si propone di rileggere il mito dell'Eden come un racconto ecologico e psichico attraverso anche la presenza delle due donne che lo abitano.

 

Lilith è la donna del primo Eden

Nel folclore ebraico, la prima donna ad abitare il giardino non è Eva, ma Lilith.

Lilith sceglie il rischio della complessità rispetto all'idea perfetta di Paradiso. Una complessità assimilabile all'ombra: prima di andarsene la donna conosce il serpente, sperimenta il piacere della scoperta, assaggia la natura umana senza esclusione.

Lilith è la donna del primo Eden, la donna ombra.

Ciò che non sa ancora Lilith, però, è che l'ombra non è il contrario della luce: è la sua condizione. La luce esiste solo se c'è qualcosa che la interrompe. Così come una pianta nasce dalle radici che lavorano nel buio, dentro alla terra.

 

Da tempo mi chiedo: Cosa sta crescendo al buio nel mio giardino interiore?

E se ciò che ho sempre considerato erbacce fossero, in realtà, piante nutrienti?

Queste domande permettono un cambio di prospettiva - come il giardino che precede l'idea di Paradiso - che permette di guardare nelle nostre intime zone melmose con meno giudizio e più curiosità. Ho cominciato a chiedermi da quali semi germogliassero le  mie dinamiche, le mie scelte, comprese le persone che abitavano accanto alla mia la loro vita. Chiamo questi semi ombra: schemi ereditati, strategie di sopravvivenza, voci antiche che infestano. Ma nel farlo custodisco la consapevolezza che l'ombra non è un nemico: è un mantello invisibile che protegge. Un universo di frammenti di personalità che vengono modellati per difesa o per ripetizione di comportamenti appresi da chi, per primo, ci ha mostrato come si vive, si ama, si pensa.

Accettare queste parti e concedergli assoluzione significa ricordarsi della consapevolezza perduta: proprio come Eva, che sceglie il sapere ma, nella caduta, ne dimentica il ricordo.

Quando Lilith è stata estirpata per la sua imperfezione viene creata Eva: la candida, la luce. Eva si ritrova a vivere in un giardino formale, perfetto, nel benessere, ma in questa pienezza si accorge di un vuoto: la possibilità dell'esperienza. La conoscenza. Eva così si lascia sedurre, sceglie il sapere mangiando la mela. Nella caduta però la donna perde consapevolezza del suo desiderio. Si ritroverà a subire le esperienze che si donano a lei come lei stessa ha richiesto.

Eva temerà e ripudierà l'ombra.

Solo ricordandosi di poter attraversare con consapevolezza, e senza esclusione, la condizione umana, compreso la sofferenza e il buio - malerbe figurate - lei potrà conquistare la vera pienezza di un giardino primitivo, selvatico: il Giardino prima dell'Eden.

Nel Giardino prima dell'Eden Eva e Lilith si incontrano e si fondono l'una nell'altra.

Scoprono di essere la stessa donna, una duplice dea: quella che desidera l'esperienza e la conoscere scegliendo l'equilibrio dentro un ecosistema vivo, di luci e ombra, materia e sublime.